Il Sistema dei Saperi come Motore dello Sviluppo Nazionale
Il settore RUA si presenta al IV Congresso Nazionale con una consapevolezza chiara e non più rinviabile: il sistema dei saperi, articolato nei settori dell’Università, degli Enti Pubblici di Ricerca e dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica, rappresenta l’asse strategico irrinunciabile per lo sviluppo culturale, sociale ed economico delPaese.
“Sapere, Creare, Innovare: è Lavoro, è Futuro” non è soltanto lo slogan di questo Congresso, ma la sintesi di una visione politica precisa: senza saperi non c’è sviluppo, senza lavoro dignitoso non c’è futuro.
Non si tratta di ambiti separati, ma di un sistema unitario che storicamente ha costruito la forza del Paese.
Le Università italiane, dalle loro origini medievali fino alle grandi istituzioni pubbliche contemporanee, hanno formato generazioni di cittadini, professionisti e ricercatori. Le istituzioni dell’AFAM affondano le loro radici nella tradizione artistica e musicale che ha reso l’Italia un riferimento globale.
Gli Enti Pubblici di Ricerca operano oggi nei settori più avanzati dell’innovazione scientifica e tecnologica, contribuendo direttamente al benessere collettivo e alla crescita economica.
Questo patrimonio non è soltanto eredità storica, ma responsabilità politica. Eppure, il sistema dei saperi attraversa oggi una crisi di attrattività senza precedenti. A fronte di richieste crescenti in termini di qualità, produttività e competitività internazionale, si registra una progressiva perdita di potere d’acquisto, una diffusione strutturale del precariato e una carenza di prospettive professionali.
Si è determinato un paradosso non più accettabile: lo Stato chiede eccellenza, ma offre instabilità.
Il rischio è che le nostre istituzioni diventino luoghi di passaggio, nei quali si formano competenze che vengono poi disperse verso il settore privato o verso l’estero.
Questo fenomeno rappresenta una perdita economica, ma soprattutto un arretramento sociale e civile, che indebolisce la funzione pubblica dei saperi. Non possiamo continuare a governare Università, Enti pubblici di ricerca e AFAM dentro un contenitore contrattuale che non ne riconosce fino in fondo le specificità, le missioni, le dinamiche professionali e la dimensione internazionale.
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