Accogliamo positivamente l’individuazione di 120 milioni di euro da destinare alla reindustrializzazione delle aziende toscane, ma dobbiamo legare e vincolare queste risorse solo a quelle aziende che faranno assunzioni a tempo indeterminato, non provvederanno ad effettuare licenziamenti ed a ricorrere alla cassa integrazione, applicando i contratti di lavoro stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative – con i relativi contratti integrativi – escludendo ogni tipologia contrattuale pirata.
Non possiamo pensare che i 120 milioni non producano ritorno verso le lavoratrici ed i lavoratori toscani in termini occupazionali e salariali. Abbiamo già assistito, con l’utilizzo dei fondi del PNRR, ad un processo che ad oggi non conosce dati chiari in termini di sviluppo occupazionale e di ritorno economico alla popolazione toscana.
Come UIL Toscana ribadiamo che ci deve essere reciprocità tra risorse pubbliche individuate per le imprese e ritorno economico nei confronti del lavoro e dei lavoratori.
Paolo Fantappiè, Segretario Generale UIL Toscana
