Confronto Sindacati-Giani, Fantappiè: “Soddisfatti per l’apertura di un confronto che chiedevamo da tempo, ma ora servono fatti concreti. La parola d’ordine per lo sviluppo deve essere “Reciprocità””

Oggi pomeriggio si è tenuto un importante confronto tra le organizzazioni sindacali e la Regione Toscana. Come UIL Toscana siamo soddisfatti per l’apertura di un confronto che avevamo richiesto da tempo, ma servono fatti concreti – considerata la particolare situazione di crisi che sta vivendo la nostra regione, soprattutto nell’industria e nel comparto moda – per progettare il rilancio dei nostri territori. 


Il percorso di confronto si svolgerà basandosi su diversi tavoli: 

  • La programmazione dei fondi europei;
  • L’attrazione degli investimenti in Toscana;
  • La semplificazione amministrativa;
  • I rapporti con gli istituti bancari, gli investimenti necessari ed i finanziamenti alle imprese;
  • Il potenziamento dei distretti industriali attraverso mirate politiche attive e passive del lavoro, per una migliore gestione delle varie crisi industriali;
  • Lo sviluppo dell’agricoltura;

Tale percorso di confronto dovrà esaurirsi entro la metà di novembre, in modo da presentare entro l’anno una prima bozza del Piano di Sviluppo della Toscana alla Giunta Regionale.

Questo processo di confronto dovrà essere il faro guida dello sviluppo industriale nella regione per i prossimi anni, considerando l’assenza di risorse del Pnrr e la riduzione dei fondi strutturali europei.

Per la UIL Toscana la parola d’ordine deve essere “reciprocità”, ovvero che i finanziamenti pubblici previsti dai prossimi bandi dovranno essere vincolati ad alcuni temi specifici riguardanti il lavoro. Pertanto le imprese che accederanno al ricorso di finanziamenti pubblici dovranno: 

  • Non effettuare licenziamenti;
  • Fare assunzioni stabili;
  • Applicare i CCNL sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative;
  • Rinnovare i contratti integrativi, ridistribuendo parte degli utili ai lavoratori;
  • Legare i finanziamenti a processi di innovazione e digitalizzazione.

Infine ribadiamo l’importanza che le imprese investano anche capitali privati, perché la reindustrializzazione non può svilupparsi con i soli finanziamenti pubblici. Vogliamo che tale processo abbia come obiettivo principale il recupero dei salari e dei consumi interni, dando finalmente respiro alle famiglie toscane.

Paolo Fantappiè, Segretario Generale UIL Toscana

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