Giovani e natalità, Imperiosi: “Crescere un figlio in Italia fino ai 5 anni costa 59mila euro. Non serve solo pensare ai neo genitori, per stimolare la natalità serve dare le gambe ad una generazione che abbiamo deciso di tenere nelle sabbie mobili”

Crescere un figlio in Italia fino ai 5 anni costa 59mila euro. Circa 28mila fino ai 3 anni ed altri 31mila tra i 4 ed i 5 anni. Questo emerge dall’ultima analisi di Moneyfarm. Quando vediamo queste cifre dobbiamo ragionare sul come un giovane in Italia possa (non) permettersi di fare un figlio. 

Gli under 35 in Italia hanno uno stipendio medio di circa 15mila euro lordi all’anno, quasi metà di loro addirittura non arriva neanche a mille euro netti al mese, non hanno contratti a tempo indeterminato nella maggior parte dei casi – sappiamo cosa voglia dire, anche solo per accedere al credito in banca – e non a caso sono ultimi in Europa per età in cui si raggiunge l’indipendenza abitativa. Senza considerare i Neet e finti Neet – chi lavora a nero sostanzialmente. 


In Toscana non va meglio: gli under 30 guadagnano mediamente il 36% in meno dei colleghi over 50, con circa metà dei giovani toscani che non arrivano a 1500 euro netti al mese, con un costo della vita tra i più alti d’Italia (a Firenze si arriva a destinare oltre il 60% delle loro risorse all’affitto).

Poste tali difficoltà, ci rendiamo sufficientemente conto che senza interventi importanti sugli stipendi, sul potere d’acquisto e sulla fiscalità – riconoscendo ai giovani delle oggettive difficoltà in più sull’ingresso strutturale nel mondo del lavoro e nel raggiungimento dell’indipendenza economica – non potremmo mai invertire la tendenza sulla natalità?

Un giovane non fa figli non perché è egoista, ma perché non riesce a portare avanti neanche una progettualità su base individuale. Capire quanto costa un figlio nei primi cinque anni non fa che avvallare questa tesi. Siamo di fronte ad una generazione che, senza i risparmi delle generazioni precedenti, sarebbe in assoluta difficoltà anche nell’accedere al credito per la prima casa, nonostante i vari bonus ed agevolazioni. Gli chiediamo di trovare 60mila euro per crescere un figlio e magari di farlo anche prima dei 35 anni.

Non serve solo pensare ai neo genitori – che comunque vanno sostenuti! – per stimolare la natalità, serve dare le gambe ad una generazione che abbiamo deciso di tenere nelle sabbie mobili. Salari più alti, stabilità e delle vere opportunità non possono più attendere.

Riccardo Imperiosi, Segretario Confederale UIL Toscana

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